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Why companies should start thinking 2.0 and Social Networks

At the beginning was internet: a place where consumers were searching for entertainment, trying to make a deal and chatting with friends.

Companies on their side were trying to pull people to their businesses using websites, some banners and using internet just as a small percentage of their advertising strategy integrating it with old media advertisements (TV, newspapers, specialists publications, etc…).

Something start changing 15 years ago: people were reporting about their lives on online diaries. They weren’t much different from a normal website, but evolving tools to ease the production and maintenance of Web articles posted in reverse chronological order made the publishing process feasible to a larger, less technical, population (source: wiki).

Since than web usage is gone further: the number of blogs has risen (175,000 new blogs every day in 2008) and have been created new forms of interaction : Micro-blogging (and twitter is one of the best examples) and tagging (in 2008 more than 30% of people have tagged or categorized content online).

Social network has been the next step: groups of people with similar interests who use social networking websites to communicate, interact and share contents. Facebook the most popular of them today.

In the new media marketing era User generated contents (UGC) are what consumers are looking for.

Some stats to understand the trend

Internet has reached in 2009 more than 6 billionsusers in the world, with a 26% of penetration in the world population. In Europe the growth of the internet population has been of about 300% between 2000 and 2009, with a penetration of 52%. British users are the 11% of the European users, with the 80% of penetration (data from: internetworldstats.com).

More than 30% of internet population use English as their first language online. Social networks and blogs are the 4th most popular online activities online, including beating personal email. 67% of global users visit member communities and 10% of all time spent on the internet is on social media sites (from clickymedia.co.uk).

These results have been achieved during 2009: before then communication via social networks was the fourth best activity, done by the 42% of the internet population. It took radio 38 years to reach 50 million listeners; terrestrial TV took 13 years to reach 50 million users; the internet took four years to reach 50 million people… In less than nine months, Facebook added 100 million users. If Facebook were a country it would be the third most populated place in the world. Twitter had about 5 Million unique visitors in December 2008 and one year after has reached almost 25 Million visitors. Online users like to spend their time on contents, such as blogs, and social networks and their number is increasing with astonishing rates.

Implications of the Changes

In 1999 Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls, and David Weinberger wrote the Cluetrain Manifesto: the authors assert that the Internet is unlike the ordinary media used in mass marketing as it enables people to have "human to human" conversations, which have the potential to transform traditional business practices radically (source: wiki). Companies who haven’t understood this and still talk about targets, missions and segments are going to die. People already talk about them, take joke of them, link them, they don’t wait. If companies want to catch the new acknowledgement of people they have to let humans talk, not fake a human voice: "A powerful global conversation has begun. Through the Internet, people are discovering and inventing new ways to share relevant knowledge with blinding speed. As a direct result, markets are getting smarter—and getting smarter faster than most companies” (from The Cluetrain Manifesto). As proof of the right foresight a Nielsen survey in July 2009, the biggest of its kind (25,000 Internet consumers from 50 countries). has “revealed” that recommendations by personal acquaintances and opinions posted by consumers online are the most trusted forms of advertising globally.

As well brand websites – the most trusted form of advertiser-led advertising – are trusted by as many people (70 percent) as consumer opinions posted online (source: Nielsen Global Online Consumer Survey – London, April 2009- pdf).

Turismo e web: esperienza diretta in Wales

Quando sono venuto a lavorare nel Regno Unito pensavo di lasciare un mondo (quello Italiano e Ligure nel particolare) arretrato in termini di relazioni tra turismo e web. Molte aziende turistiche, hotel in particolare, in Italia (e in Liguria, almeno per esperienza diretta) considerano ancora il web come un luogo dove essere presenti senza considerare però come essere presenti. Si limitano a costruire siti web qualcuno più carino con tanta animazione flash, altri meno carini, statici. Trovare un hotel che utilizzi i principi del web 2.0, che investa in questa direzione era, ahimé, cosa dura.

La cosa non è cambiata molto, nonostante sia ora in una nazione molto più aperta al web.
L'hotel per il quale lavoro è di proprietà di una famiglia, ma con una conduzione manageriale: i membri della famiglia sono nel consiglio di amministrazione, qualcuno di loro lavora nell'hotel come manager, ma per il resto tutto è mosso da un general manager esterno alla famiglia. La struttura organizzativa non differisce quindi molto da quella degli hotel che ho avuto modo di conoscere in Liguria (a parte per il modo di prendere decisioni, molto più aperto alla collaborazione di tutti i manager, rispetto ad un sistema unidirezionale come nella maggior parte delle azienda familiari italiane).
Ma parlare di web 2.0, di UGC, di social network è visto come uno spreco di tempo e risorse.
Ho trovato dei commenti online sull'hotel su siti di intermediari puri (non infomediari) e ho scoperto che né il general manager, né la responsabile del marketing (componente della famiglia) ne erano a conoscenza. Ma com'è possibile?
Una delle cose assurde è che perfino i membri della famiglia (per lo meno quelli che lavorano nell'hotel) hanno un account facebook, ma per loro il concetto di social network si ferma lì. Non ci sono link sul sito a nessun network di commenti di turisti, né delicious, né tripwolf, nessuno dei travel social network che potrebbero aiutare il turista (sia esso leisure o business) nella sua scelta (ovviamente avvicinandolo alla nostra struttura).
Da notare che questo hotel è anche l'unico 4 stelle della contea, una contea con un tasso di crescita economica tra i più elevati (almeno prima della crisi economica).
Percepire il web 2.0 come un rischio è stupido. Non collegando il sito a contenuti generati dall'utente non vuol dire che i contenuti non ci siano o non siano comunque facilmente raggiungibili. Il turista si informa prima di effettuare la sua scelta, anche se si tratta di una sola notte. Maggiore è la facilità a trovare commenti e maggiore sarà la propensione all'acquisto. I commenti on line devono essere gestiti come lo sono i commenti lasciati direttamente in hotel: uno spunto per migliorarsi e per stringere una maggiore relazione con il cliente. Molte aziende vorrebbero gestire il CRM in casa, di nascosto, senza considerare che ciò non è più possibile. Bisogna imparare a gestire la propria immagine usando la trasparenza.
Una delle paure maggiori è che i commenti possano essere generati da concorrenti con l'intenzione di rovinare il nome dell'azienda. E' vero, potrebbe capitare. Ma non utilizzare i commenti come strumento di marketing non vuol dire far sparire i commenti, quelli continueranno ad esserci. Se ciò che fai lo fai bene, offri un servizio adeguato al prezzo richiesto e cerchi sempre di migliorarti, allora non c'è motivo di essere spaventati: aiutando i clienti soddisfatti a rilasciare commenti si controbilanceranno i commenti negativi, falsi o veri che siano (infondo ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto, l'obiettivo è minimizzarne il numero).

Facebook e i "piccoli" media

Notavo come FB abbia dato la possibilità ai "piccoli" media di raggiungere le masse.
Per esempio questa mattina leggo una nota di un mio contatto su una notizia relativa al vaccino antinfluenzale e allo stato di pandemia diramato dall'OMS. La nota è tratta da un articolo di un giornale online (EFFEDIEFFE) del quale io non avevo mai sentito parlare.
Cerco così sul sito informazioni sulla casa editrice e scopro che è un'azienda tutto sommato giovane (dal 1991) di marcato orientamento cattolico (caratteristica che contraddistingue il mio contatto in effetti), come essa stessa si definisce sul "chi siamo" del sito.
Magari definirla una casa editrice di nicchia è esagerato (non penso sia effettivamente così piccola), ma molta gente non avrebbe mai letto un articolo scritto su una rivista di una casa editrice cattolica se non fosse stato linkato su FB. Probabilmente molti di quelli che hanno letto l'articolo non si sono nemmeno posti la domanda di chi abbia scritto l'articolo e dove fosse pubblicato se non su FB. Magari qualcuno di quelli che l'ha letto si sarebbe addirittura rifiutato di leggerlo se avesse saputo chi lo pubblicava (con un atteggiamento per niente saggio, tra l'altro).
E invece tramite FB le notizie si diffondono in maniera più veloce siano queste vere, false, esagerate, allarmiste o semplicemente burle.
Pur essendo vero quello che riporta anche Zambardino su Repubblica, ossia che le persone tendono a raggrupparsi per interessi comuni e affinità (che questo possa essere usato anche a fini di marketing, lecito o meno che possa sembrare) e che quindi le informazioni tendono a diffondersi all'interno di cerchi, è pur vero che i vari e differenti cerchi sono connessi tra di loro per mezzo della moltiplicità di interessi che ogni persona ha. Ecco quindi che anche chi scrive per un ristretto gruppo di persone (tanto ristretto in questo caso non lo è, lo ammetto) ha la possibilità di essere letto e diffuso all'esterno del proprio cerchio.
Il passaparola funzonava già in assenza di internet e dei social cosi, ma con la loro diffusione è diventato più semplice, liberandolo dalle costrizioni mentali che si potevano avere.

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web marketing alla francese

Dal corriere: "La città di Eu pensa di cambiare il nome Su Internet nessuno la trova. I motori di ricerca elencano decine di pagine che fanno riferimento all'Unione europea." Cambiare il campanilismo Francese è impresa ardua, ma se davvero la motivazione è prettamente il web marketing, allora tanto di cappello e in bocca al lupo!!!

Italia.it o no? L'esperienza Britannica di Visitbritain

Leggevo su Roberta Milano della domanda continua sulla necessità o meno del portale turistico Italiano. Roberta sostiene che effettivamente ci sia uno spreco di risorse (finanziarie in primis) nel promuovere ogni regione singolarmente, oltre che uno spreco di "informazioni": dire Italia o dire Liguria, all'estero, è molto diverso. Qualche tempo fa avevo parlato del portale di promozione turistica Britannico (visitbritain), dei suoi pregi e dei suoi difetti (qui invece qualche vecchio post su Italia.it). Non avevo notato al tempo, anche perchè non conoscevo la realtà britannica, della forte differenza tra le macro regioni al suo interno (wales, england, scotland e north Ireland), della concorrenza che si fanno (anche sul piano turistico) e delle rivalità che pervadono i loro rapporti (soprattutto nei confronti degli Inglesi). Ovviamente su Visitbritain una grande visibilità è lasciata alla capitale Londra, penso soprattutto per il numero di visite annue che registra (e che registrerà quest'anno, grazie soprattutto allo scarso valore della sterlina: bell'anno per decidere di andare a lavorare in Wales!!), ma non è "Londoncentrico" come la Francia per Parigi. Sul portale, dove la mainpage è molto corta per non essere dispersiva ma sufficientemente piena delle informazioni per una ricerca approfondita, ci sono anche i link ai portali delle 4 macroregioni più "il meglio di Londra", lo" Yorkshire" e "visit london" (anche qui una predominanza.. continuo a sperare non casuale). Le pagine delle varie aree sono costruite con la stessa architettura, per non disorientare il turista che cerca informazioni e per uniformità dell'offerta. Girando su VisitWales ho trovato anche una sezione dedicata ai professionisti del turismo dove frequentare un corso online sul Wales, per imparare a venderlo ai propri clienti (io inizio a frequentarlo, tra l'altro essendo sul campo..). Tirando le somme, ritengo nuovamente utile prendere VisitBritain come punto di riferimento per la piattaforma di Italia.it: l'autonomia delle varie regioni è garantita, pur in un'ottica di promozione unificata con un'occhio al mercato (Londra è e rimane, una delle maggiori attrazioni del Regno Unito, pur con l'HomeComing Scotland 2009...).

CAMPUS SAVONA WI-FI

Dalla Mailing List di Sacs:
Su segnalazione della Dottoressa Roberta Milano, si avvisa che a partire dalla fine del prossimo mese è previstal 'attivazione del servizio di connessione Internet senza fili al Campus. Tutti gli studenti savonesi potranno così usufruire della libera connessione.
Grazie Roberta!

V2 Day, Savona 25 Aprile

Non mi ritengo particolarmente d'accordo con i metodi di Beppe Grillo, perchè ridurre tutta la voglia di rinnovamento in un semplice "vaffa", non mi sembra la cosa più giusta da fare, ma sicuramente la sua politica dal basso la trovo giusta e onesta, oltre che davvero democratica. E visto che uno dai pregi di Beppe Grillo è quello di argomentare sempre con delle prove (il bello della rete e la sua potenza è proprio quella di poter dare una notizia corredata da collegamenti a fatti antecedenti, impossibile nella televisione e nella carta stampata, cosa che porta inevitabilmente alla facoltà di asserire tutto ed il contrario di tutto senza poterlo verificare), ritengo doveroso sostenere la sua campagna contro la disinformazione e quindi il V2Day.

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Riviera di Levante: intermediazione alberghiera impossibile

Ieri pomeriggio, durante il mio turno in agenzia di viaggi, è arrivata una giovane coppia che cercava un albergo per un paio di notti durante il ponte del 2 giugno a Sestri Levante (GE). Sapevo che la ricerca non sarebbe stata facile, perchè quando si parla di cercare alberghi in Italia ci si trova sempre di fronte ad hotel costosissimi, quasi nessuno con conferma immediata, ma solo sui richiesta con risposta entro 48h, a parte qualche rara eccezione su Firenze, Roma e Napoli (Milano non la ricerco quasi mai). Ma dal difficile all'impossibile davvero non me lo aspettavo.
I principali Tour Operator per la prenotazione di solo soggiorni, sia in Italia che all'estero, con i quali la nostra agenzia lavora sono: Boscolotour, Alpitour (tutto il gruppo, quindi compresi francorosso, viaggidea, karambola, volando e villaggi bravo) e Albatravel, meno famoso degli altri due, senza la possibilità di abbinare il volo, ma con un'ottima descrizione delle strutture e maggior precisione, rispetto agli altri due, sulla collocazione delle strutture (in alcuni casi Boscolo considera "centro" per alcune capitali europee, il centro di paesi a 30 km dalla destinazione selezionata: per esempio Barcellona-Lloret de Mar!).
Su questi primi tre solo un hotel è comparso, proprio a Sestri Levante, su Alpitour, ma con un costo di 380€ per due sole notti. Ho allora ampliato la ricerca ad altri motori di T.O.: Transhotel, Octopustravel, Eurotravel (anche se su quest'ultimo immaginavo di non trovare nulla in quanto pone minimo tre notti), Imperatore Travel (anche su questo non avevo molta fiducia in quanto specialista nel sud Italia). NIENTE!!
L'unico hotel comparso miracolosamente su Transhotel è stato un hotel a Lavagna (1 solo), non ad un prezzo esagerato, ma pur sempre unica soluzione. Impostando la ricerca su "Cinque terre", sempre su Transhotel, compariva un messaggio indicante di telefonare al booking durante l'orario d'ufficio per aver maggiori informazioni.
Insomma, non mi è stato possibile vendere un hotel a Sestri Levante.
Non è tanto per la brutta figura fatta con il cliente per l'impossibilità di trovargli una sistemazione, ma quello che più mi infastidisce è che lo stesso mio problema lo hanno anche altre agenzie di viaggi in tutto il nord Italia, con conseguente perdita di clientela.
Qualche tempo fa sentivo alcuni albergatori che dicevano di non appoggiarsi a tour operator convenzionali perchè chiedono troppo di commissione (diciamo tra il 10 ed il 15%), ma preferivano i tour operator online (come initalia) che chiedono una commissione più bassa (certamente favoriti da una minor incidenza di costi fissi).
Una considerazione forse troppo semplicistica ma che mi sembra valida:
a) in liguria ci lamentiamo per l'eccessivo turismo "mordi e fuggi", dato che i turisti vengono e non si fermano se non per tre o quattro giorni;
b) i turisti che prenotano on line tendenzialmente non effettuano soggiorni lunghi, ma preferiscono per questi ultimi rivolgersi ancora presso le AdV (sull'argomento vedasi qui e qui, e qui per le crociere);
Probabilmente gli albergatori liguri si stanno dando la zappa sui piedi abbandonando i Tour Operator convenzionali troppo presto per poter compensare la perdita con le prenotazioni on-line dei clienti (sia intermediate che dirette).

FLICKR: ricerche turistiche?

Come spessissimo mi accade, colgo un post di Roberta (fonte inesauribile di notizie, del resto ha un cattedra!!) per una riflessione su un'articolo pubblicato qui. Si parla dell'utilizzo di Flickr, un sito per la gestione e la condivisione online di foto, per effettuare delle ricerche sulle abitudini dei turisti.

Secondo me è vero che un buono studio sul posizionamento online di alcuni prodotti, siano essi un albergo piuttosto che un sito di interesse archeologico piuttosto che una città d'arte, può portare ad una minore dispersione di risorse investite nella promozione, oltre che ad una maggiore precisione nella comunicazione indirizzata ad alcuni target di turisti, ma non si deve fare troppo affidamento su questo strumento.

In Italia il fenomeno turistico è ancora largamente intermediato (tramite agenzie di viaggi) e se anche negli Stati Uniti l'acquisto di prodotti "turistici" online è aumentato, è pur vero che larga parte di questi sono biglietti aerei di medio o breve raggio.
I clienti che ho visto passare da quando lavoro in Agenzia di Viaggi (da novembre, lo so che non è molto, ma tutto il periodo di advance booking me lo sto facendo) sono per lo più over 40 con una scarsa propensione all'utilizzo 2.0 della rete: la utilizzano per recepire informazioni, per farsi fare preventivi (non di acquisto online), per guardare le foto ed i commenti sulle località preferite (ecco il punto focale!).
Se New York è la città più presente su Flickr, non vuol dire necessariamente che è la città più visitata del mondo, di sicuro è la più visitata dai blogghettari 2.0!
Di sicuro, tenendo conto dell'aumento dell'utilizzo dei social network sia con una maggiore propensione all'utilizzo della rete in chi è già avanti nell'età, sia con un buon di turnover con l'inserimento delle fasce di età più basse, questo genere di ricerche tenderà ad essere sempre più preciso.
Ultima notizia da Repubblica.it: i navigatori cinesi battono quelli americani 220 a 217 Milioni! Considerando che l'84% dei cinesi non usa il computer il dato fa paura, ma anche gola.

Royal Caribbean punta sull'e-marketing

Secondo l'European Cruise Councile la crescita del mercato crocieristico in Europa si è concretizzata con un aumento del 29% dei crocieristi di passaggio nei porti europei. Niente di nuovo a fermarsi a ragionarci un po' su. Negli Stati Uniti il mercato crocieristico rappresenta un'ampia fetta del turismo leisure, mentre in europa la proporzione è, fino al decennio scorso, rimasta a svantaggio di questo mercato. Ma proprio questo ha convogliato una serie di investimenti delle compagnie che hanno deciso di seminare in un terreno molto fertile. Il numero di cittadini Europei che negli ultimi dieci anni ha preferito una crociera alla vacanza stazionaria o al tour (de force) è più che triplicato. con previsioni di crescita ancora elevate per i prossimi anni, come anche sottolineato da Sergio Senesi del Cemar (+11% previsto nel 2008).

A questo proposito segnalo che Royal Caribbean ha lanciato un nuovo programma di booking online in Italiano. Fin qui tutto normale. La cosa particolare è che è un sito B2C2B: non ho sbagliato a digitare, è che mi sembra appropriata questa definizione in quanto il sito è più indirizzato al cliente finale che all'agente di viaggi, cliente che poi viene indirizzato verso l'agenzia di viaggi. Praticamente online si può scegliere la propria crociera nei dettagli (destinazione, data, nave, cabina), si visualizza il preventivo (stesso prezzo che sarebbe applicato da catalogo), si inseriscono i propri dati (nome, cognome, numero di documento), e si opziona il viaggio. A questo punto entra in gioco l'agenzia di viaggi per portare a termine la prenotazione: il cliente si reca presso una delle agenzie che gli vengono segnalate (praticamente qualsiasi agenzia che si sia autenticata sul sito) e paga la propria crociera. All'agenzia viene inoltre riconosciuta la commissione d'uso (quindi di fatto l'agenzia può effettuare sconti al cliente se la commissione è abbastanza elevata) e si ritrova dunque nuovi clienti e redditività a costo zero.
Concludendo: ottima l'iniziativa che "non scontenta nessuno" (agenzie e clienti), ottimo il posizionamento online (se cercate royal caribbean su youtube trovate un sacco di video fatti veramente bene e originali), dura superare la concorrente Costa in Italia (anche se alle agenzie riconosce molto poco e non concede grandi privilegi agli agenti di viaggio) appoggiandosi su Civitavecchia e (poco) su Venezia.

Video Marehotel

E' finalmente online il video del Marehotel di Savona. L'importanza per un hotel di avere un video on line è elevata, vista la propensione all'utilizzo della rete per recepire informazioni sulle strutture per i turisti.

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VisitBritain.it

Su segnalazione di Roberta ho dato un occhio al sito visitbritain.it, il sito dell'agenzia del turismo inglese, che promuove la Gran Bretagna in 36 mercati internazionali. Molto semplice nella veste, di un'accessibilità disarmante rispetto ai siti istituzionali che riguardano turimo in italia, fornisce un utile strumento per i viaggiatori che volessero organizzarsi un soggiorno nel Regno Unito, consentendo loro l'acquisto online di vari servizi in modo da formare un pacchetto (anche se "pacchetto" di fatto non è perchè non composto almeno da 2 servizi tra alloggio, trasporto e altri servizi accessori, offerti ad un prezzo inferiore rispetto alla somma dei singoli servizi). Molto bella e utile, soprattutto per quel che concerne il Brand Awareness, l'idea di differenziare il sito in base al dominio: .it per il sito in italiano, .fr per quello in francese, .pt per il portoghese e via dicendo (notare che se si digita .com si arriva in una pagina dove sono presenti tutte le lingue nelle quali è disponibile il sito.. la loro bandiera è quasi nascosta!!).
L'utente può inoltre iscriversi al sito e inserire commenti o raccontare da zero il suo viaggio, in perfetto stile web2.0. In verità i racconti che ci sono per il momento sembrano scritti dallo stesso pugno: mi puzza di operazione meramente commerciale.
Non è però così marcata l'attenzione verso il b2b. Non si accede infatti ad un'area riservata alle agenzie di viaggio dove intrattenere rapporti commerciali ed effettuare prenotazioni commissionabili (quindi non è un sito b2b!!). C'è un'area riservata agli agenti di viaggi: prima di fare un educational sul suolo inglese ci si documenta e tuttal'più si comprano biglietti per le visite.
In fin dei conti non mi sento di dargli un voto negativo, anche se penso che l'organizzazione francese in merito sia invidiabile (nonostante la poca disponibilità verso le altre lingue): il sito di val d'isere e la sua funzionalità sono un qualcosa che in italia, e soprattutto in liguria, non si potrà mai vedere a causa della poca disponibilità a cooperare degli operatori economici (albergatori, ristoratori, ecc..). Ma su quello che succede in val d'isere prometto posterò più in seguito.

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Italia.it e Anna Masera: lezione di Web Marketing del Turismo

Oggi c'è stata la prima lezione al Campus Universitario di Savona del corso di Web Marketing del Turismo, tenuto dalla dott.sa Milano. E' stata invitata a parlare Anna Masera, in quanto l'argomento della lezione, tenuto anche alla presenza degli studenti del primo anno specialistico di Scienze e tecnologie della Comunicazione e dell'informazione, è stato ITALIA.IT, l'oramai famoso portale del turismo italiano.. che non esiste più! La cronologia della storia di Italia.it la potete trovare qui. La dott.sa Milano ha ben illustrato quelli che sono i trend per ciò che riguarda turismo e web, mostrando quanto indietro sia l'italia nel posizionamento turistico online, non solo istituzionalmente (assenza i siti istituzionali o comunque inadeguatezza, rispetto agli standard dei paesi sviluppati), ma anche ancora come mentalità nei confronti dell'acquisto di prodotti turistici online. Secondo la Masera non è necessario un sito istituzionale molto strutturato sul turismo in italia, perchè molto lo fanno già i singoli siti, sia di privati, sia delle regioni. Sinceramente non sono pienamente d'accordo, perchè penso che un sito (non un semplice portale, statico) che debba rappresentare e mostrare il turismo in italia non possa lasciare che i mille altri siti che lo comporrebbero possano autonomamente decidere i contenuti sulle proprie aree di interesse. Ed inoltre, come la stessa masera diceva oggi, "italia.it è nato vecchio" perchè completamente estraneo a quelle che erano le tendenze del web: il 2.0, la partecipazione della rete alla costruzione della rete! Oramai chiunque può pubblicare qualcosa on line ed i siti attinenti al turismo più frequentati sono quelli costruiti dagli utenti, dove ognuno scrive la propria sulle destinazioni e si possono leggere i pareri di chi ci è già stato. Lasciare libertà di confronto e di esposizione sulla rete è fondamentale, soprattutto in un campo come il turismo dove l'intangibilità è elevata e le preferenze e le aspettative sono basate sulle esperienze precedenti proprie e dei conoscenti. Un esempio me lo fornisce proprio il caro Davide, che da quando ha iniziato il proprio percorso da blogger ha aumentato le visite in modo inatteso: è risaputo che il turista, all'inizio della sua fase decisionale raccoglie informazioni, e su quelle poi basa la sua scelta. (segue... devo chiudere l'agenzia!)

ITALIA.IT

E' finalmente attivo,dal 22 febbraio, il nuovo portale dellapromozione turistica Italiano, italia.it
Direi ottimo per la concentrazione della promozione turistica, finora sempre frammentata: chiunque avesse avuto bisogno di reperire informazioni per pianificare un viaggio in Italia doveva conoscere già le attrattive, per poterle ricercare e programmare le visite. Grazie a questo portale, invece, vengono promosse le iniziative ed i prodotti della nostra terra, anche, se non soprattutto, i prodotti meno consciuti, quelli che solo gli estimatori sanno apprezzare.
Il sito è sviluppato in modo chiaro e facilmente interagibile, a prova di cretino. E' possibile selezionare le varie regioni e collegarsi ai loro siti, evitando così di appesantire il portale. I maggiori eventi vengono sottolineati in prima pagina (come la settimana della moda di Milano, ma non compare il festival di Sanremo, come se fosse già troppo pubblicizzato o se la sua capacità di attirare turisti sia oramai scemata negli anni). La divisione viene fatto per unioni di prodotto, e, attraverso una mappa interattiva a bordo schermo è possibile vedere sempre in quale regione ci si trova.
L'Italia è un paese da attraversare, dove è possibile arrivare a Milano e dopo due giorni visitare Napoli, per poi passare, il giorno dopo ancora tra le colline del chianti, ed è queta l'idea che il portale da: ovunque ti trovi ci sono mille luoghi e mille sapori di cui meravigliarsi, e ogni passo che fai, in qualsiasi direzione, ti porta a scoprire nuove emozioni.
Ora la palla passa alle singole regioni, che dovranno sforzarsi di offrire sempre di più e sempre meglio, per poter prevalere sulle altre nello spazio offerto dal portale. Un esempio? Se si parla di cicloturismo viene nominata solo la Toscana ed il giro del chianti: e il museo dei campionissimi di Novi Ligure? e l'Alta Via dei Monti Liguri?
Sistema...ci vuole sistema...
UPDATE: come potete constatare anche voi il portale è stato chiuso. Per chiarimenti rimando a http://www.robertamilano.it/turismosavona

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