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Italia.it o no? L'esperienza Britannica di Visitbritain

Leggevo su Roberta Milano della domanda continua sulla necessità o meno del portale turistico Italiano. Roberta sostiene che effettivamente ci sia uno spreco di risorse (finanziarie in primis) nel promuovere ogni regione singolarmente, oltre che uno spreco di "informazioni": dire Italia o dire Liguria, all'estero, è molto diverso. Qualche tempo fa avevo parlato del portale di promozione turistica Britannico (visitbritain), dei suoi pregi e dei suoi difetti (qui invece qualche vecchio post su Italia.it). Non avevo notato al tempo, anche perchè non conoscevo la realtà britannica, della forte differenza tra le macro regioni al suo interno (wales, england, scotland e north Ireland), della concorrenza che si fanno (anche sul piano turistico) e delle rivalità che pervadono i loro rapporti (soprattutto nei confronti degli Inglesi). Ovviamente su Visitbritain una grande visibilità è lasciata alla capitale Londra, penso soprattutto per il numero di visite annue che registra (e che registrerà quest'anno, grazie soprattutto allo scarso valore della sterlina: bell'anno per decidere di andare a lavorare in Wales!!), ma non è "Londoncentrico" come la Francia per Parigi. Sul portale, dove la mainpage è molto corta per non essere dispersiva ma sufficientemente piena delle informazioni per una ricerca approfondita, ci sono anche i link ai portali delle 4 macroregioni più "il meglio di Londra", lo" Yorkshire" e "visit london" (anche qui una predominanza.. continuo a sperare non casuale). Le pagine delle varie aree sono costruite con la stessa architettura, per non disorientare il turista che cerca informazioni e per uniformità dell'offerta. Girando su VisitWales ho trovato anche una sezione dedicata ai professionisti del turismo dove frequentare un corso online sul Wales, per imparare a venderlo ai propri clienti (io inizio a frequentarlo, tra l'altro essendo sul campo..). Tirando le somme, ritengo nuovamente utile prendere VisitBritain come punto di riferimento per la piattaforma di Italia.it: l'autonomia delle varie regioni è garantita, pur in un'ottica di promozione unificata con un'occhio al mercato (Londra è e rimane, una delle maggiori attrazioni del Regno Unito, pur con l'HomeComing Scotland 2009...).

VisitBritain.it

Su segnalazione di Roberta ho dato un occhio al sito visitbritain.it, il sito dell'agenzia del turismo inglese, che promuove la Gran Bretagna in 36 mercati internazionali. Molto semplice nella veste, di un'accessibilità disarmante rispetto ai siti istituzionali che riguardano turimo in italia, fornisce un utile strumento per i viaggiatori che volessero organizzarsi un soggiorno nel Regno Unito, consentendo loro l'acquisto online di vari servizi in modo da formare un pacchetto (anche se "pacchetto" di fatto non è perchè non composto almeno da 2 servizi tra alloggio, trasporto e altri servizi accessori, offerti ad un prezzo inferiore rispetto alla somma dei singoli servizi). Molto bella e utile, soprattutto per quel che concerne il Brand Awareness, l'idea di differenziare il sito in base al dominio: .it per il sito in italiano, .fr per quello in francese, .pt per il portoghese e via dicendo (notare che se si digita .com si arriva in una pagina dove sono presenti tutte le lingue nelle quali è disponibile il sito.. la loro bandiera è quasi nascosta!!).
L'utente può inoltre iscriversi al sito e inserire commenti o raccontare da zero il suo viaggio, in perfetto stile web2.0. In verità i racconti che ci sono per il momento sembrano scritti dallo stesso pugno: mi puzza di operazione meramente commerciale.
Non è però così marcata l'attenzione verso il b2b. Non si accede infatti ad un'area riservata alle agenzie di viaggio dove intrattenere rapporti commerciali ed effettuare prenotazioni commissionabili (quindi non è un sito b2b!!). C'è un'area riservata agli agenti di viaggi: prima di fare un educational sul suolo inglese ci si documenta e tuttal'più si comprano biglietti per le visite.
In fin dei conti non mi sento di dargli un voto negativo, anche se penso che l'organizzazione francese in merito sia invidiabile (nonostante la poca disponibilità verso le altre lingue): il sito di val d'isere e la sua funzionalità sono un qualcosa che in italia, e soprattutto in liguria, non si potrà mai vedere a causa della poca disponibilità a cooperare degli operatori economici (albergatori, ristoratori, ecc..). Ma su quello che succede in val d'isere prometto posterò più in seguito.

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