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Visualizzazione post con etichetta wales. Mostra tutti i post
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Wales Watersports: stimulation of the web 2.0 for tourism

A small example of how Social Network interaction works and could produce good results for your business or your business area.
I received an e-mail telling me that Wales Watersports was following me on Twitter. All right, let's see what kind of things does Wales watersport I said to my self: I check their twitter account and I see that they are looking for bloggers. Sorry? Looking for bloggers? Why is that? Ok, let's check on their website. Mmmhh, is a website for the promotion of watersports and marine leisure tourism in Wales, and the company Wales Watersport International Ltd is appointed by Visit Wales (official website and a previous post) as its official marketing and promotional partner for the watersports and marine leisure tourism sector in Wales. They have a blog (still not very attractive, but I think they're working on it: change the address -http://waleswatersports.blogspot.com/ - might be a good fist step) and a twitter account and what they're doing is just look for people that want to share their experience so to create good content on the blog and (generally speaking) on the web. Good web responses, a good presence of an area and the activities offered can stimulate the demand and the touristic flow, operating at first on the brand knowledge (a problem for Wales as I've seen in my year here). That's why actions to reduce the digital divide, to help people use internet and the social network to share their experience on the web are very important. The word of mouth power can be increased at the nth degree (Visit Wales understood that when they've opened Wales1000things, about three years ago).

Turismo e web: esperienza diretta in Wales

Quando sono venuto a lavorare nel Regno Unito pensavo di lasciare un mondo (quello Italiano e Ligure nel particolare) arretrato in termini di relazioni tra turismo e web. Molte aziende turistiche, hotel in particolare, in Italia (e in Liguria, almeno per esperienza diretta) considerano ancora il web come un luogo dove essere presenti senza considerare però come essere presenti. Si limitano a costruire siti web qualcuno più carino con tanta animazione flash, altri meno carini, statici. Trovare un hotel che utilizzi i principi del web 2.0, che investa in questa direzione era, ahimé, cosa dura.

La cosa non è cambiata molto, nonostante sia ora in una nazione molto più aperta al web.
L'hotel per il quale lavoro è di proprietà di una famiglia, ma con una conduzione manageriale: i membri della famiglia sono nel consiglio di amministrazione, qualcuno di loro lavora nell'hotel come manager, ma per il resto tutto è mosso da un general manager esterno alla famiglia. La struttura organizzativa non differisce quindi molto da quella degli hotel che ho avuto modo di conoscere in Liguria (a parte per il modo di prendere decisioni, molto più aperto alla collaborazione di tutti i manager, rispetto ad un sistema unidirezionale come nella maggior parte delle azienda familiari italiane).
Ma parlare di web 2.0, di UGC, di social network è visto come uno spreco di tempo e risorse.
Ho trovato dei commenti online sull'hotel su siti di intermediari puri (non infomediari) e ho scoperto che né il general manager, né la responsabile del marketing (componente della famiglia) ne erano a conoscenza. Ma com'è possibile?
Una delle cose assurde è che perfino i membri della famiglia (per lo meno quelli che lavorano nell'hotel) hanno un account facebook, ma per loro il concetto di social network si ferma lì. Non ci sono link sul sito a nessun network di commenti di turisti, né delicious, né tripwolf, nessuno dei travel social network che potrebbero aiutare il turista (sia esso leisure o business) nella sua scelta (ovviamente avvicinandolo alla nostra struttura).
Da notare che questo hotel è anche l'unico 4 stelle della contea, una contea con un tasso di crescita economica tra i più elevati (almeno prima della crisi economica).
Percepire il web 2.0 come un rischio è stupido. Non collegando il sito a contenuti generati dall'utente non vuol dire che i contenuti non ci siano o non siano comunque facilmente raggiungibili. Il turista si informa prima di effettuare la sua scelta, anche se si tratta di una sola notte. Maggiore è la facilità a trovare commenti e maggiore sarà la propensione all'acquisto. I commenti on line devono essere gestiti come lo sono i commenti lasciati direttamente in hotel: uno spunto per migliorarsi e per stringere una maggiore relazione con il cliente. Molte aziende vorrebbero gestire il CRM in casa, di nascosto, senza considerare che ciò non è più possibile. Bisogna imparare a gestire la propria immagine usando la trasparenza.
Una delle paure maggiori è che i commenti possano essere generati da concorrenti con l'intenzione di rovinare il nome dell'azienda. E' vero, potrebbe capitare. Ma non utilizzare i commenti come strumento di marketing non vuol dire far sparire i commenti, quelli continueranno ad esserci. Se ciò che fai lo fai bene, offri un servizio adeguato al prezzo richiesto e cerchi sempre di migliorarti, allora non c'è motivo di essere spaventati: aiutando i clienti soddisfatti a rilasciare commenti si controbilanceranno i commenti negativi, falsi o veri che siano (infondo ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto, l'obiettivo è minimizzarne il numero).

Welsh pictures: Anglesey

IMG_2721 Inserito originariamente da ruggiero_marco
Chi direbbe mai che questo è Galles? Invece è proprio così, a sud dell'isola di Anglesy (ma anche a nord, datemi solo il tempo di arrivarci!), nel nord-ovest della regione, ci sono spiagge magnifiche con onde e vento adatti per il kite surf. Qui in particolare ci troviamo sulla spiaggia di Newborough (il tom tom non lo trovava con il nome inglese, abbiamo dovuto inserire quello gallese di Niwbwrch). Precisamente siamo sulla spiaggetta che a seconda delle maree scompare e che collega la spiaggia all'isoletta di Llanddwyn. p.s.: l'acqua era calda e sono riuscito perfino a spellarmi! IMG_2713 IMG_2701 IMG_2697IMG_2674 IMG_2706

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Italia.it o no? L'esperienza Britannica di Visitbritain

Leggevo su Roberta Milano della domanda continua sulla necessità o meno del portale turistico Italiano. Roberta sostiene che effettivamente ci sia uno spreco di risorse (finanziarie in primis) nel promuovere ogni regione singolarmente, oltre che uno spreco di "informazioni": dire Italia o dire Liguria, all'estero, è molto diverso. Qualche tempo fa avevo parlato del portale di promozione turistica Britannico (visitbritain), dei suoi pregi e dei suoi difetti (qui invece qualche vecchio post su Italia.it). Non avevo notato al tempo, anche perchè non conoscevo la realtà britannica, della forte differenza tra le macro regioni al suo interno (wales, england, scotland e north Ireland), della concorrenza che si fanno (anche sul piano turistico) e delle rivalità che pervadono i loro rapporti (soprattutto nei confronti degli Inglesi). Ovviamente su Visitbritain una grande visibilità è lasciata alla capitale Londra, penso soprattutto per il numero di visite annue che registra (e che registrerà quest'anno, grazie soprattutto allo scarso valore della sterlina: bell'anno per decidere di andare a lavorare in Wales!!), ma non è "Londoncentrico" come la Francia per Parigi. Sul portale, dove la mainpage è molto corta per non essere dispersiva ma sufficientemente piena delle informazioni per una ricerca approfondita, ci sono anche i link ai portali delle 4 macroregioni più "il meglio di Londra", lo" Yorkshire" e "visit london" (anche qui una predominanza.. continuo a sperare non casuale). Le pagine delle varie aree sono costruite con la stessa architettura, per non disorientare il turista che cerca informazioni e per uniformità dell'offerta. Girando su VisitWales ho trovato anche una sezione dedicata ai professionisti del turismo dove frequentare un corso online sul Wales, per imparare a venderlo ai propri clienti (io inizio a frequentarlo, tra l'altro essendo sul campo..). Tirando le somme, ritengo nuovamente utile prendere VisitBritain come punto di riferimento per la piattaforma di Italia.it: l'autonomia delle varie regioni è garantita, pur in un'ottica di promozione unificata con un'occhio al mercato (Londra è e rimane, una delle maggiori attrazioni del Regno Unito, pur con l'HomeComing Scotland 2009...).

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