Turismo e web: esperienza diretta in Wales

Quando sono venuto a lavorare nel Regno Unito pensavo di lasciare un mondo (quello Italiano e Ligure nel particolare) arretrato in termini di relazioni tra turismo e web. Molte aziende turistiche, hotel in particolare, in Italia (e in Liguria, almeno per esperienza diretta) considerano ancora il web come un luogo dove essere presenti senza considerare però come essere presenti. Si limitano a costruire siti web qualcuno più carino con tanta animazione flash, altri meno carini, statici. Trovare un hotel che utilizzi i principi del web 2.0, che investa in questa direzione era, ahimé, cosa dura.

La cosa non è cambiata molto, nonostante sia ora in una nazione molto più aperta al web.
L'hotel per il quale lavoro è di proprietà di una famiglia, ma con una conduzione manageriale: i membri della famiglia sono nel consiglio di amministrazione, qualcuno di loro lavora nell'hotel come manager, ma per il resto tutto è mosso da un general manager esterno alla famiglia. La struttura organizzativa non differisce quindi molto da quella degli hotel che ho avuto modo di conoscere in Liguria (a parte per il modo di prendere decisioni, molto più aperto alla collaborazione di tutti i manager, rispetto ad un sistema unidirezionale come nella maggior parte delle azienda familiari italiane).
Ma parlare di web 2.0, di UGC, di social network è visto come uno spreco di tempo e risorse.
Ho trovato dei commenti online sull'hotel su siti di intermediari puri (non infomediari) e ho scoperto che né il general manager, né la responsabile del marketing (componente della famiglia) ne erano a conoscenza. Ma com'è possibile?
Una delle cose assurde è che perfino i membri della famiglia (per lo meno quelli che lavorano nell'hotel) hanno un account facebook, ma per loro il concetto di social network si ferma lì. Non ci sono link sul sito a nessun network di commenti di turisti, né delicious, né tripwolf, nessuno dei travel social network che potrebbero aiutare il turista (sia esso leisure o business) nella sua scelta (ovviamente avvicinandolo alla nostra struttura).
Da notare che questo hotel è anche l'unico 4 stelle della contea, una contea con un tasso di crescita economica tra i più elevati (almeno prima della crisi economica).
Percepire il web 2.0 come un rischio è stupido. Non collegando il sito a contenuti generati dall'utente non vuol dire che i contenuti non ci siano o non siano comunque facilmente raggiungibili. Il turista si informa prima di effettuare la sua scelta, anche se si tratta di una sola notte. Maggiore è la facilità a trovare commenti e maggiore sarà la propensione all'acquisto. I commenti on line devono essere gestiti come lo sono i commenti lasciati direttamente in hotel: uno spunto per migliorarsi e per stringere una maggiore relazione con il cliente. Molte aziende vorrebbero gestire il CRM in casa, di nascosto, senza considerare che ciò non è più possibile. Bisogna imparare a gestire la propria immagine usando la trasparenza.
Una delle paure maggiori è che i commenti possano essere generati da concorrenti con l'intenzione di rovinare il nome dell'azienda. E' vero, potrebbe capitare. Ma non utilizzare i commenti come strumento di marketing non vuol dire far sparire i commenti, quelli continueranno ad esserci. Se ciò che fai lo fai bene, offri un servizio adeguato al prezzo richiesto e cerchi sempre di migliorarti, allora non c'è motivo di essere spaventati: aiutando i clienti soddisfatti a rilasciare commenti si controbilanceranno i commenti negativi, falsi o veri che siano (infondo ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto, l'obiettivo è minimizzarne il numero).

Facebook e i "piccoli" media

Notavo come FB abbia dato la possibilità ai "piccoli" media di raggiungere le masse.
Per esempio questa mattina leggo una nota di un mio contatto su una notizia relativa al vaccino antinfluenzale e allo stato di pandemia diramato dall'OMS. La nota è tratta da un articolo di un giornale online (EFFEDIEFFE) del quale io non avevo mai sentito parlare.
Cerco così sul sito informazioni sulla casa editrice e scopro che è un'azienda tutto sommato giovane (dal 1991) di marcato orientamento cattolico (caratteristica che contraddistingue il mio contatto in effetti), come essa stessa si definisce sul "chi siamo" del sito.
Magari definirla una casa editrice di nicchia è esagerato (non penso sia effettivamente così piccola), ma molta gente non avrebbe mai letto un articolo scritto su una rivista di una casa editrice cattolica se non fosse stato linkato su FB. Probabilmente molti di quelli che hanno letto l'articolo non si sono nemmeno posti la domanda di chi abbia scritto l'articolo e dove fosse pubblicato se non su FB. Magari qualcuno di quelli che l'ha letto si sarebbe addirittura rifiutato di leggerlo se avesse saputo chi lo pubblicava (con un atteggiamento per niente saggio, tra l'altro).
E invece tramite FB le notizie si diffondono in maniera più veloce siano queste vere, false, esagerate, allarmiste o semplicemente burle.
Pur essendo vero quello che riporta anche Zambardino su Repubblica, ossia che le persone tendono a raggrupparsi per interessi comuni e affinità (che questo possa essere usato anche a fini di marketing, lecito o meno che possa sembrare) e che quindi le informazioni tendono a diffondersi all'interno di cerchi, è pur vero che i vari e differenti cerchi sono connessi tra di loro per mezzo della moltiplicità di interessi che ogni persona ha. Ecco quindi che anche chi scrive per un ristretto gruppo di persone (tanto ristretto in questo caso non lo è, lo ammetto) ha la possibilità di essere letto e diffuso all'esterno del proprio cerchio.
Il passaparola funzonava già in assenza di internet e dei social cosi, ma con la loro diffusione è diventato più semplice, liberandolo dalle costrizioni mentali che si potevano avere.

Dati OCSE di ripresa

Dopo le dichiarazioni del Primo Minisro Italiano alla conferenza stampa di stamani, sono andato alla ricerca dei dati Ocse.

La ricerca per documenti pubblicati in relazione al paese è stata infruttuosa, ma poi, tra le news, ho trovato questo Economic Outlook datato 28 giugno 2009, dal quale ho estrapolato alcuni dati.
La posizione del Pil Italiano non è pessima, anzi, l'Ocse prevede una ripresa dello 0,4% nel 2010, ma non siamo di certo la prima nazione, tenendo conto che Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Polonia hanno tassi di crescita previsti maggiori dei nostri.
Quanto al "Super Indice Italiano" dopo un po' di ricerca sono riuscito a trovare un documento di oggi pubblicato dall'Ocse che effettivamente da all'Italia un ruolo da primatista: Il Composite Leading Indicator (perchè chiamarlo il super indice come se fosse un qualcosa di sovrumano?!), che cerca di stimare con una previsione a sei mesi con i movimenti delle curve economiche per ogni nazione membra dell'Ocse e per sei nazioni esterne, tenendo conto della produzione industriale di tutti i settori industriali eccetto le costruzioni (fonte: OECD).
Ci sarà da gioire? Vedremo.

Welsh pictures: Anglesey

IMG_2721 Inserito originariamente da ruggiero_marco
Chi direbbe mai che questo è Galles? Invece è proprio così, a sud dell'isola di Anglesy (ma anche a nord, datemi solo il tempo di arrivarci!), nel nord-ovest della regione, ci sono spiagge magnifiche con onde e vento adatti per il kite surf. Qui in particolare ci troviamo sulla spiaggia di Newborough (il tom tom non lo trovava con il nome inglese, abbiamo dovuto inserire quello gallese di Niwbwrch). Precisamente siamo sulla spiaggetta che a seconda delle maree scompare e che collega la spiaggia all'isoletta di Llanddwyn. p.s.: l'acqua era calda e sono riuscito perfino a spellarmi! IMG_2713 IMG_2701 IMG_2697IMG_2674 IMG_2706

Lettera ad un Ministro della Repubblica

Gentile Ministro,
la Sua lettera al Corriere mi ha colpito. Perchè tocca nervi scoperti del pensiero italiano. Molte volte persone si ergono a paladini della tutela delle opportunità, affermando di voler combattere con tutte le loro forze i pregiudizi che si formano verso alcune categorie di persone, ma poi ci si ritrova tutti a fare gli stessi discorsi di metà XX secolo. Esiste un pregiudizio nei confronti di chi ha fatto televisione? Sì, certo, esiste. La Sua scelta di entrare in politica è sicuramente stata un atto di coraggio e, spero, di amore verso la politica. La Sua popolarità, prima di diventare ministro, era sicuramente più dovuta alla partecipazione a Miss Italia e ad alcuni programmi Mediaset e Rai, come Lei scrive sul Suo blog. E forse tutti abbiamo commesso l'errore di giudicare prima di vedere. Ma consenta almeno un po' di preoccupazione verso il ministero che Lei presiede data la sua poco esperenziata carriera politica. Molto probabilmente anche Lei sarà stata preoccupata quando Le è stato assegnato l'incarico (e lo stress Le sarà anche aumentato durante gli attacchi mediatici ricevuti nei primi mesi): in fondo è il dubbio che porta una società e le persone che la compongono, a migliorarsi. Il dubbio che, anche solo minimamente, ci disturba il sonno la notte e ci sussurra: "sicuro di aver fatto tutto giusto? sicuro che quello che hai fatto non poteva essere fatto in un altro modo, magari migliore?". Chi non convive con il dubbio è destinato a non migliorare.
E' sicuramente vero che vi è un attacco verso tutto ciò che dice o fa l'attuale Primo Ministro. Ma di certo non si può dire che brilli in trasparenza nè che non sia prepotente ed arrogante. Non ho la "fortuna" di conoscerLo personalmente, e penso che non l'avrò mai. Sicuramente è una persona che ha doti di ammaliatore e con queste doti si è fatto strada prima negli affari e poi in politica. Ma la trasparenza, gentile Ministro, è un qualcosa che un Primo Ministro che rappresenta non solo gli italiani che lo hanno votato, ma tutto il paese, non deve mai lasciare da parte. Le ritrattazioni, continue e ripetute alle quali ci ha abituato in questi anni, aiutato anche da alcuni canali d'informazione che, invece di fornire informazione al paese, a volte "insabbiano", nel senso che non mostrano tutto quello che potrebbero (a volte celandosi dietro la scusa del tempo ristretto di un tg, eppure il tempo di mostrarci il seno rifatto della subrette di turno o il cagnolino salvato dalla strada lo trovano) sono un insulto allo spirito di democrazia di questo paese, che forse di democrazia reale ha avuto ben poco dalla nascita della sua Repubblica. A volte rileggo la nostra Costituzione, considerata da molti un esempio di democrazia e di bilanciamento dei poteri, pensata subito dopo un duro periodo di repressione delle libertà dei cittadini: mi commuovo. Ho paura nel suo cambiamento. La costituzione tutela ogni cittadino dal rischio di un ritorno agli anni bui (di molti e anni felici di molto pochi: le sembra giusto?). Chi la offende, o offende le istituzioni regolate da essa, non rispetta la storia del nostro paese ed i suoi cittadini. E fa male vedere un Primo Ministro, eletto dal popolo grazie alla Costituzione di questo stesso popolo, scagliarsi contro un organismo autonomo e assolutamente apartitico come la Magistratura. Mi domando a volte: se io, che la Costituzione l'ho studiata non come materia portante degli studi, provo un così forte attaccamento verso di essa come potrà essere per un giurista che ha passato alcuni tra i migliori anni della sua vita a studiare leggi su questa costituzione basate? E' possibile che chi ha studiato così a lungo il diritto decida di utilizzarlo per attaccare persone "a titolo gratuito"? Secondo me no.
Nel Regno Unito il Freedom of Information act da agli organi di stampa (tutti) il diritto di chiedere documenti al governo e di pubblicarli. E' stato a causa di questa legge che si è scatenata la crisi dei rimborsi e tutta la credibilità del parlamento è stata messa in discussione. Anzi, correggo: è grazie a questa legge. Non ci sarebbe stato nessuno scandalo senza questa legge. E quindi non ci sarebbe stata possibilità di migliorare il sistema politico. Questa è la forza dell'informazione. Certamente si fa anche tanto gossip, ma è lo sconto da pagare per avere la libertà e la trasparenza. Non si fanno "Editti di Sofia", non ci si lamenta che i giornali parlano male di noi. Per far sì che nessuno parli male di noi stessi basta non dare il pretesto. E non mi sembra che il Primo Ministro abbia fatto ciò. Anzi, di pretesti ne ha forniti a dismisura per poi cercare di reprimere le contestazioni o comunque di sminuirle.
Se il terreno di confronto è quello delle cose fatte per il bene del paese, allora bisogna contare anche le cose fatte per il bene del Premier. Dalla legge salva rete 4 al lodo alfano, alla ex legge Cirielli sulla prescrizione dei reati. Tutte cose che non hanno fatto il bene del paese, ma il bene di pochi (molto pochi), certamente senza nuocere gravemente ai più, ma nuocendo ad una parte della democrazia di questo paese ed al rispetto delle istituzioni.
Nel caso mai leggesse questa lettera, La ringrazio per l'attenzione e risponda se Le fa piacere. Il dialogo è un pregio della democrazia al quale non vorrei mai rinunciare.

Italy’s judicial system offers investors less protection than does Mozambique’s

Dal sito dell'Economist, riguardo al Primo Ministro Italiano: "is he really seeking to enhance Italy’s poor standards of justice, or is he trying to protect his own interests?"

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